Il migrante | L’accoglienza a Pavona, l’affetto smisurato della gente e… l’imbarazzo del maestro

Cari amici,
con questa rubrica è da molti mesi che non ci sentiamo. Tutto questo, a causa della tragedia del Covid e della conseguente chiusura della scuole da marzo ad oggi.

Ebbene oggi mi trovo a scrivere da Albano, perché ho avuto il trasferimento in una scuola qui, per la precisione nella frazione di Albano che si chiama Pavona.

A scuola sono stato subito accolto molto bene, però la mia grande preoccupazione e quella delle mie nuove colleghe era vedere come avremmo trovato i bambini dopo il lockdown a livello psicologico.

La nostra ansia, però, è svanita subito, infatti, gli alunni erano contentissimi di tornare a scuola, di ritrovare le loro maestre/i, i loro compagni e anche di conoscere noi insegnanti nuovi senza paura o ansie, anzi, hanno dimostrato e stanno dimostrando di rispettare le regole sanitarie in maniera esemplare, indossando le mascherine e rispettando gli spazi e la distanza e finché dura siamo contenti.

Quando sono arrivato qui la prima cosa che ho fatto è cercare casa essendo temporaneamente in un residence; una collega mi ha indirizzato dalla signora dell’edicola che si occupa anche di questo; il giorno dopo insieme a mia madre e mia sorella ci siamo andati e mentre gli chiedevo se avesse notizie di case in affitto, una signora accanto a me si volta e guardandomi mi dice: “Quindi lei è Salvatore Foggiano, il nuovo maestro?. Stupito le rispondo di sì, e mi dice che mi aspettavano e che è la rappresentante di classe di una delle classi assegnatemi, In ogni caso, si impegna anche lei a cercare casa e quindi ci salutiamo.

Il giorno dopo a scuola, la mia collega mi dice che tutto il paese è in subbuglio per cercare casa e vedendo che io ridevo come chi pensa ad uno scherzo, diventa seria, e afferma: “Tu non capisci la loro mentalità, loro sono orgogliosi che il maestro cammina per il loro paese, frequenta i loro locali e che anche la madre o la sorella fanno altrettanto”. Io, inebetito, non so che rispondere sentendomi catapultato nel libro Cuore improvvisamente e me ne esco con una battuta infelice che la fa arrabbiare, infatti, dico: “Ma io non sono Gesù o Padre Pio che passa e sanifica la gente”. E rido: vabbè comunque poi ci siamo spiegati.

Allo stesso modo il primo giorno di scuola vado a fare colazione al bar e quando chiedo il mio latte macchiato, la commessa mi fa: “Signor maestro, ci posso mettere la panna fatta da me?”. Ed io sempre più stupito la ringrazio e mentre cerco di chiederle come sa di me, lei mi anticipa dicendomi che lì mi troverò bene, il paese è piccolo e di campagna, con cittadini dediti all’agricoltura e al commercio e che sono tutti brava gente ed in effetti le devo dare ragione.

Sì mi fa piacere tutto questo, però a volte mi mette anche in imbarazzo come quando andai a comprare un grattino per il parcheggio e la signora mi dice: “Sig. maestro vi dò quello giornaliero, costa 2.50 ed è comodo così se dopo la scuola volete fare la spesa, state apposto”. Ecco.

I bambini sono tutti belli e “tranquilli”.

Ora vi lascio e se vi fa piacere ci vediamo il prossimo mese.

Salvatore Foggiano